I DON'T MIND I THINK IT'S FINE

Theme by Theme Static

In memoriam

Le strade indurite dell’autunno

mi riportano a te, al tuo lontano

vivere ormai in giorni antichi, pieni

di una luce che non muta.

Il tuo cammino salutano tante

voci familiari e gridi tranquilli

nel sereno che una meraviglia puerile

s’è impadronita dei tuoi occhi.

E’ una mattina così lunga e il muro

del cielo trema continuamente

sul tuo passo innocente.

Oggi mi sono imbattutto in questa poesia di Attilio Bertolucci in un blog di poesia di un amico, che descrive in maniera precisa il componimento:

"Siamo nel 1951, l’opera è Lettere da casa. Siamo di fronte al massimo di perfezione classica esperibile nel magistero poetico di Bertolucci. L’apparente calma rotta da un’inquietudine sorda è qui fatta regola inscalfibile. Le immagini costruite dalle scelte paradigmatiche sanno di sapienza mitica, di sentenza inappellabile. L’uso della punteggiatura, in particolar modo della virgola, scandisce e guida il progressivo scalare emotivo della poesia, in una sorta di piccola climax dettata dalla pausa. La tensione emotiva tra un “io” e un “tu” si misura a pelle, il dolore, sarchiato, irretito, da una cronicità quotidiana, assurge a protagonista, in una sorta di miracolosa trascendenza. Il poliptoto “te, tuo” del secondo verso è indicativo di una dialogicità che pervade tutta la poesia, per il resto rastremata attorno a un dolore ormai talmente fatto proprio da risultare indurito, come - ed è uno degli stilemi cardine del componimento - le strade ( le strade indurite, i giorni antichi, la luce che non muta ). Ma il dolore, quel poco che può ancora testimoniare una vita che è appena andata, è rinvenibile nelle tracce, nei retaggi lasciati qua e là: ecco allora l’ossimoro dei gridi tranquilli, rimasuglio d’animalesco; ecco la meraviglia puerile che s’impadronisce dei processi conoscitivi; ecco - persino - il cielo che trema continuamente / sul tuo passo innocente. Perché rivestirsi di dolore è un gesto quotidiano che s’impara a poco a poco, tiene dietro a tempo e sofferenza, richiede l’abito dei giorni migliori, il vestito dell’assenza”. (blog.libero.it/poetastrazioni)

When I was seven
My father said to me,
“But you can’t swim.”
And I’ve never dreamed
Of the sea again

Sembrano usciti dai racconti di Tommaso Landolfi, e prendono vita da carta e penna: sono gli animali panici che abitano le foreste arcadiche di Pánícó (disegnipanici.tumblr.com)

The Postal Service - Such great heights (cd - inside)

yeah!

yeah!

io e marissa nadler

Beautiful love scene between Donald Sutherland and Julie Christie in Nicolas Roeg’s Don’t look now (A Venezia…un dicembre rosso shocking, 1973)